5g e sperimentazione

ARTICOLO RIPRESO DA
“IL MESSAGGERO” DEL 22 GIUGNO 2019

Si è scelto di partire dalle aree interne, che rappresentano la prevalenza del territorio italiano, dove circa il sessanta per cento è contraddistinto dalla presenza di piccoli comuni, lontani dai servizi essenziali quali scuola, sanità e mobilità, è un chiaro segnale di vicinanza e attenzione verso quei cittadini che negli ultimi decenni hanno visto un lento e inesorabile allontanamento e arretramento dello Stato da quelle zone e quei borghi che restano la testimonianza più vera della nostra storia.

Con il 5G in quelle aree e in quei paesi potranno essere portati servizi innovativi che interessano ambiti come la salute, la mobilità, la sicurezza, la prevenzione e la gestione delle emergenze che anche se non riusciranno completamente a colmare il gap con le città potrà dare nuovo impulso alla rivitalizzazione e al ripopolamento di quelle aree oggi a rischio di marginalizzazione. L’idea del precedente governo Gentiloni di iniziare la sperimentazione di queste tecnologie nelle aree interne oltre ad aver un indubbia valenza sociale dimostra una visione di lungo periodo del Paese che troppo spesso in politica in Italia viene sacrificata sull’altare delle “prossime elezioni”. Sarebbe stato più semplice partire dalle grandi città e avrebbe avuto più ritorno in termini di consenso elettorale iniziare la sperimentazione in città come Milano, Firenze o Napoli ma si rischiava una nuova divisione tra città metropolitane, competitive al massimo, e aree interne condannate a restare arretrate, invece la connessione ad alta velocità è un diritto di tutti i cittadini.

Siamo convinti che il 5G migliorerà la qualità di vita delle persone. Non a caso come Regione abbiamo avviato già da tempo iniziative in questa direzione come a esempio il protocollo d’intesa con Poste e Anci Lazio per potenziare i servizi per i piccoli comuni, in particolare quelli legati al sistema sanitario regionale, dando la possibilità ai cittadini di poter pagare presso gli uffici postali, ma anche di ricevere farmaci a domicilio: il 5g potrà essere rivoluzionario e alla lunga segnare un elemento di progresso e nella nostra provincia potrà rafforzare le vocazioni industriali esistenti, come la logistica, il farmaceutico o il settore delle pompe idrauliche, o supportarne di nuove. E’ necessario sin d’ora pensare a strumenti di welfare seri e al passo con i tempi, in grado di sostenere il reddito delle persone in difficoltà ma al tempo stesso capace di creare i presupposti per l’inserimento o il reinserimento nel mondo de lavoro con percorsi formativi orientati sulle necessità di chi il lavoro lo cerca e non su coloro che fanno da intermediari come nel caso del reddito di cittadinanza con i navigator. E’ necessario pensare a un cambio di atteggiamento nella formazione delle professionalità, partendo dal mondo della scuola ma anche in tutta quella variegata galassia di enti e aziende che dicono di preparare ai lavori del domani. Abbiamo davanti a noi grandissime opportunità, dobbiamo essere bravi e soprattutto pronti a far sì che siano a beneficio della maggioranza e non appannaggio di pochi.

Fabio Refrigeri

5g la nuova telefonia mobile

E’ ormai scritto su tutte le pagine dei giornali che ci stiamo avviando verso una nuova generazione per la telefonia mobile (la Quinta e quindi 5G), che sarà però profondamente diversa da quelle precedenti (2G, 3G, 4G) in quanto non sarà caratterizzata solo da una netta crescita in termini di capacità ma potrà disporre di una serie di funzionalità che permetteranno l’accesso su un alto numero di frequenze radio e con un insieme molto ampio di antenne.

Ciò permetterà la connessione in ogni ambiente e soprattutto favorirà la connessione tra gli oggetti (Internet of Things, IoT) e con specifiche qualità trasmissive e con tutta una serie di iniziative che coinvolgeranno la sanità, l’industria, l’agricoltura, la mobilità, permettendo un funzionamento molto intelligente in tutti gli aspetti della nostra vita.
Quindi il 5G sarà alla base dello sviluppo economico in molti settori e contribuirà alla crescita delle imprese. Tuttavia, come tutte le innovazioni, anche il 5G pone dei quesiti riguardanti innanzitutto l’inquinamento elettromagnetico e i riflessi sociali e psicologici che derivano da un mondo iperconnesso.

Per quanto riguarda l’inquinamento elettromagnetico uno potrebbe esser portato a pensare che l’aumento delle frequenze e delle antenne porterà ad un aumento della potenza complessiva irradiata. Ebbene non è così perchè la trasmissione seguirà una serie di procedure intelligenti che permetteranno al segnale di essere indirizzato solo dove è necessario, in modo tale che la potenza complessiva sarà anche più bassa di quella attuale. Inoltre esistono già delle norme che non permettono agli operatori di superare delle soglie per quanto riguarda le potenze irradiate, e in Italia (Decreto Legislativo 133/2014, noto anche come Decreto “Sblocca Italia”, coordinato con la legge di conversione 164/2014) tali soglie sono tra le più basse nel mondo; Anche con le soglie utilizzate in altri Paesi, al momento non è stata ancora certificata alcuna correlazione tra l’insorgenza di alcuni problemi di salute e le onde elettromagnetiche utilizzate per le telecomunicazioni .

Occorre inoltre sottolineare che le Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA) effettuano in continuazione campagne di monitoraggio per verificare il rispetto delle soglie per le potenze trasmesse. Riguardo agli aspetti psicologici e sociali, per l’utilizzo intensivo del cellulare, è chiaro che il problema esiste, specialmente per gli adolescenti che sempre più vivono in uno stato di totale isolamento; tuttavia questo è un problema che riguarda la generalità delle connessioni Internet e poco cambia se il dispositivo si connette vi a radio o tramite una fibra ottica. Anzi se i ragazzi avessero solo la fibra come punto di accesso probabilmente non uscirebbero neanche più da casa. Anche per l’apprendimento il cellulare ha cambiato le modalità di studio, sicuramente ci ha abituato a scrivere in maniera meno rigorosa, con l’introduzione di tanti e spesso incomprensibili neologismi, ma anche ad un accesso alle informazioni assai veloce e forse non sempre attendibile.

E’ chiara quindi l’importanza di un controllo del flusso delle informazioni, argomento molto dibattuto e ancora non risolto. Vorrei comunque concludere sottolineando solo alcuni dei vantaggi che la telefonia mobile ci ha dato e che sicuramente ci offrirà in maniera ancora più vantaggiosa nel futuro, e cioè la possibilità di parlare con tutti, in ogni posto e situazione, stare vicino, anche se con la sola voce, ad una persona anziana, la possibilità di chiedere un soccorso, un consiglio in tempi rapidi o semplicemente percepire una sensazione di amore.
Se guardiamo all’automobile, questa è certamente il mezzo che oggi è causa della maggior parte degli incidenti e dei decessi. Eppure nessuno dice che devono essere abolite, ciò che si può e si deve fare è l’introduzione di una serie di norme che rendano il trasporto più sicuro possibile, e sicuramente il 5G darà un grosso contributo in questo ambito sia sulla gestione del traffico che sulle “auto connesse”.

Ing. Francesco Matera

il 5G o la morte strana del futuro

Dobbiamo avere fretta: le grandi imprese di telecomunicazione vogliono installare in tutto il mondo – in 1-2 anni, il 5G, la tecnologia di telecomunicazione di microwave di quinta generazione, da taluni considerata una vera e propria arma di controllo; sarà DAPPERTUTTO: in tutte le case, asili nidi, scuole etc.

E’ incredibile…. non ci sarà più un posto dove fuggire. Facciamo in modo invece che Orvinio resti un posto naturale, un’isola dove si può ancora vivere. Diciamo no al 5G e piuttosto cerchiamo di governare il più possibile le onde elettromagnetiche che già ci sono nell’aria e già danneggiano gli esseri viventi. Esistono alternative, come la rete di fibre ottiche, che da un lato non è meno veloce del 5G, e dall’altro è meno adatta a controllare la gente, e non produce danni!

“Nessuno si sente più davvero bene”, mi dice un vicino di casa qui ad Orvinio. Tutti sono stressati, nervosi, confusi – senza perspicacia e genuina gioia di vivere. Non abbiamo più la speranza, l’energia e i pensieri chiari. La gente si sente esaurita e senza potere, sembra non sappia cosa fare…

“I bambini non sembrano più interessati ad andare fuori a giocare”, dice una signora orviniese: stanno in casa con cellulare e computer – si rovinano le cellule nel corpo e divengono dipendenti. E con il 5G sarà ancora peggio. Bisogna far tornare i bambini nella natura e nella realtà. Basta con il wireless, bisogna imparare a pensare!

‘Non c’è futuro”, mi dice profondamente triste l’uomo che mi mette internet con cavi. Ci capiamo al volo. Ogni anno meno uccelli, insetti, fiori – e più torri di microwave, sorveglianze inutili, trasmettori, smart meters, e adesso il 5G. Lui mi consiglia di usare il cellulare il meno possibile e solo fuori casa. Meglio tornare al telefono di casa. Poi va via con un grande ramo di rose dal mio giardino.

DOBBIAMO INFORMARCI

Grazie alla tecnologia del 5G tutti quanti saremo connessi all’interno della medesima rete: un unico sistema nervoso globale! Già con la tecnologia del 4G ci sono però problemi enormi: le donne incinte e i bambini sono i più vulnerabili. In tutto il mondo più bambini prendono sonniferi e antineuralgici. Aumentano l’autismo e l’ADHD, i tumori nel cervello, leucemia e tanti altre malattie – addirittura i suicidi infantili.
L’industria di telecomunicazioni e l’elite economica mondiale stanno cambiando il mondo sopra le nostre teste. Senza fornire informazioni e senza chiedere il permesso ci usano come cavie umane. Per esempio Pozzaglia, che è quasi costretta ad accettare 5G, anche se hanno detto no]. Non fanno ricerca, non ascoltano la gente. Ci mentono perchè sperano di guadagnare miliardi di euro.

Ma esiste anche la ricerca indipendente. Per esempio Martin L. Pall, professore emerito americano di biochimica: lui ha mandato all’ l’Unione Europea [e politici di tutto il mondo] una petizione e appello da 247 ricercatori scientifici e medici proveniente da più di 40 paesi per fermare il 5G. Si consiglia che il rollout 5G venga bloccato, perchè la tecnologia wireless e i campi elettromagnetici si stanno dimostrando dannosi per l’uomo e per l’ambiente. Il wireless ha effetti nocivi su piante e animali. Tra i gravi rischi per la salute si segnalano:
L’aumento del rischio di cancro, tumore nel cervello e morte, danni sul cuore [aritmicità cardiaca, spesso associata con morte cardiaca subitanea, per esempio di giovani atlete; stress cellulare [cambiamenti della cellula e della comunicazione tra le cellule]; aumento dei radicali liberi nocivi [causa di quasi tutte le malattie croniche]; danni sul feto/embrione [tantissimi bambini nasceranno con difetti]; danni sul DNA; danni sulla struttura e funzione nel sistema riproduttivo; infertilità maschile [diminuzione del 50% di spermatozoi]; perdita di memoria; disturbi neurologici; il morbo di Alzheimer; impatti negativi sul benessere generale; Electro Hyper Sensibilit· [DHS]. Una parte crescente delle popolazioni soffre già di questo [mal di testa, difficoltà di concentrazione, ‘nebbia’ cerebrale, disturbi del sonno, depressione, mancanza di energia, stanchezza, nausea etc.]

Ricordiamo:
– Il principio di precauzione (UNESCO], adottato della UE nel 2005
– la Risoluzione 1815 dal Consiglio d’Europa nel 2011
– il Codice di Norimberga 1949
– la Convenzione Europea dei diritti umani, articoli 2 e 8
– la Convenzione di UN dei bambini, articolo 24
– La commissione di Bern, articolo 4, 1 e 2

I partecipanti all’appello richiedono tra l’altro all’UE di:
– Prendere ogni misura ragionevole per fermare l’espansione 5G … per proteggere i cittadini,
sopratutto i neonati, bambini e donne incinte;
– Favorire e introdurre le telecomunicazioni digitali dei cavi basata invece che wireless.

“Non dobbiamo usare i nostri cittadini come cavie umane, la cui salute si
possa vendereper un profitto”.

Lune Thilo