Pro Loco

Avviso alla comunità di Orvinio

Si avvisa la popolazione di Orvinio, che dal giorno 20.07.2019 sino al 04.08.2019 la pro Loco effettuerà una raccolta fondi per i festeggiamenti religiosi di San Nicola, consistenti in luminarie, banda musicale e fuochi d’artificio. Vista la poca partecipazione della popolazione negli ultimi due anni, questa Pro loco, in comune accordo e collaborazione con il Parroco Don Desiderio, hanno deciso che i fondi raccolti sino alla data del 04.08.2019, verranno ripartiti per le tre suddette priorità, realizzando ciò che sarà possibile , mentre le donazioni che verranno raccolte dopo tale data, saranno accantonate per gli stessi festeggiamenti del 2020.
Questa Pro Loco confida nella massima partecipazione della popolazione di orvinio, afinchè sia festeggiato con ogni onore il nostro Santo Patrono.

Presidente Luigi Taddei

Il Sindaco ci aggiorna

PREMESSA: purtroppo a causa dei soliti problemi burocratici ci sono stati una serie di rallentamenti. Di seguito i principali lavori previsti nei prossimi mesi:

RIFACIMENTO FOGNE, MURO DEL MONUMENTO E ASFALTATURA DELL’INTERA AREA

Attualmente siamo in gara; la cifra stanziata è di euro 350.000: i lavori inizieranno presto.

VIA DELLE PETRIANE

L’Astral è in gara per asfaltare tutta la via delle petriane che comprende l’imbocco dal nuovo cimitero fino alla fine della suddetta via. Il finanziamento è di circa 250 mila euro. Il ritardo purtroppo non è dipeso da noi, poiché tutto l’iter è realizzato dalla società regionale.

CIMITERO MONUMENTALE 

è previsto l’ampliamento del cimitero, la costruzione di nuovi loculi e dell’ossario. La spesa prevista è di circa 140.000 euro. Tale intervento verrà realizzato con la stipula di un mutuo; la cifra verrà recuperata con la vendita dei loculi.

Siamo in attesa di ottenere il via libera da parte della Provincia di Rieti per ottenere circa 90 mila euro per completare la sistemazione del cimitero monumentale.

EFFICIENTAMENTO ENERGETICO 

A breve andremo in gara per circa 200 mila euro per l’efficientamento energetico del Comune che comprende nuovi termosifoni, caldaia, infissi, cappotto esterno e nuova tinteggiatura.

SANTA MARIA DEI RACCOMANDATI

Siamo sempre in attesa della convocazione da parte degli organi deputati del nuovo Governo per firmare la convenzione relativa al finanziamento per la sistemazione di Santa Maria dei Raccomandati (area Conventino) per un totale di oltre 300 mila euro. Il finanziamento è certo.

LAVORI VARI 

Lo scorso novembre, dopo tanti anni, finalmente siamo riusciti ad effettuare la potatura di tutti gli alberi, per una cifra di circa 11.000 euro. Per motivi di sicurezza sono stati potati anche alcuni cipressi al cimitero, ed è stato abbattuto il pino dell’omonimo “giro”. Si è trattato di una manna dal cielo, poiché con il vento dei mesi scorsi sicuramente ci sarebbero stati notevoli danni a cose e persone.

Sono stati installati i nuovi numeri civici in porcellana all’interno del centro storico.

È stato ripristinato e messo in sicurezza il muraglione di viale Roma, per un costo di circa 120.000 euro, comprensivo anche del completamento e miglioramento dell’area giochi presso i giardini pubblici e della sistemazione della pavimentazione di ingresso in via Vincenzo Manenti.

VIDEO SORVEGLIANZA / PISTA CICLABILE

Abbiamo partecipato ad un bando indetto dal Ministero dell’Interno, per dotare il paese di un sistema di videosorveglianza. Siamo sempre in attesa dell’esito. Lo stesso vale per la pista ciclabile da realizzare lungo la strada di Santa Maria del Piano.

ISOLA ECOLOGICA

Sorgerà nell’area dove in precedente venivano depositati i materiali ingombranti e precisamente in prossimità del primo ponte. Siamo in attesa dei pareri del Parco dei Monti Lucretili e del Paesaggistico della Regione Lazio.

L’isola sarà recintata e munita di un servizio di video sorveglianza, sarà composta da una casetta in legno dove all’interno verranno posizionati i vari contenitori atti alla differenziata; si accederà all’interno inserendo la tessera sanitaria.

Servirà per tutti i villeggianti che potranno eliminare l’immondizia prima di lasciare Orvinio.

Per il momento presso l’area sopra il nuovo parcheggio, sono presenti dei cassonetti, riservati ai villeggianti, che sono aperti il sabato e la domenica dalla mattina fino alle 22.

SCUOLABUS

Insieme al comune di Pozzaglia, siamo in trattativa per acquistare o prendere in leasing uno scuola bus nuovo, così come più volte giustamente richiesto dal comitato delle mamme.

IMPIANTI SPORTIVI

È prevista la realizzazione di un campo da tennis e calcetto, per una cifra di euro 205.000 circa, ottenibile attraverso la stipula di un muto, insieme ai lavori del cimitero.

FAI: 7069 voti. Ed ora?

Come tutti ben sapete, perché attivi, promotori e attuatori del risultato , Orvinio ha partecipato all’edizione 2018/2019 dei luoghi del cuore promossa dal FAI per la tutela dei luoghi italiani. Piazzandosi al 56° posto con ben 7069 voti si è visto secondo classificato nella regione Lazio dopo Roma.  Ci godiamo questo podio tutto regionale.Si ok e dopo? C’è un dopo, c’è la possibilità di partecipare a un bando per la selezione degli interventi a favore dei luoghi del cuore votati al censimento 2018. Tutte le informazioni e i documenti sono consultabili e scaricabili dal sito  https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/progetto/bando/

Il Bando resterà aperto fino alle ore 15.00 del 12 giugno 2019 ed è rivolto a tutti i luoghi che hanno ricevuto almeno 2.000 voti secondo la classifica ufficiale pubblicata sul sito.

Per tutti i luoghi che hanno raccolto più di 2.000 voti può essere richiesto il layout, una dispozione, di una targa commemorativa della partecipazione al censimento da poter apporre come segno della mobilitazione pubblica, la realizzazione della targa è a cura nostra. 

Per ora godiamoci questo risultato eccezionale, come comitato FAI DEL BENE ALLA CITTÀ DI ORVINIO ci organizzeremo per studiare il bando e richiedere la targa.

Grazie ancora a tutti.

Comitato FAI DEL BENE ALLA CITTA DI ORVINIO

Dipendenze


Dalla comunicazione alla dipendenza. Quando gli strumenti si impossessano di noi.

Oggi la comunicazione, a qualsiasi livello ma soprattutto quella sociale, è sostenuta da strumenti tecnologici moderni e modalità impensabili fino a pochi anni fa, che consentono di superare le barriere e i vincoli del tempo e dello spazio. Tra i nuovi modi di comunicare,il web è certamente uno dei mezzi che offre maggiori opportunità: il popolo di navigatori cresce quotidianamente e si modifica, includendo attraverso varie piattaforme ogni fascia di età, estrazione sociale e titolo di studio in maniera indistinta. Attraverso la rete i bambini trovano nuove opportunità di gioco (con l’ausilio dei genitori!!) e i giovani, gli adulti e perfino i “nonni telematici” si informano, comunicano, commerciano e sperimentano se stessi attraverso la cosiddetta comunicazione virtuale. Come tutti gli strumenti però questi vanno talvolta portato ad osservare in campo sanitario e della salute mentale nello specifico, una moderna forma di dipendenza, definita in inglese Internet Addiction Disorder (I.A.D.) o più semplicemente dipendenza da internet.

Oggi, a distanza di quasi 30 anni da quando il concetto fu introdotto, la tecnologia e le nuove modalità di uso sono talmente cambiate rapidamente che difficilmente la medicina riesce ad essere stare al passo con la realtà (basta pensare all’avvento di Facebook, Instagram, WathsApp solo per citarne alcune senza tralasciare tutte le applicazioni per musica e filmati che tanto piacciono agli adolescenti) ma alcuni concetti base sono rimasti immutati e ci permettono di “metterci in discussione” e cercare di capire che uso ne facciamo noi dei nostri strumenti.

Per individuare e distinguere i segni dipendenza dal consumo normale di Internet, si fa riferimento ad alcuni comportamenti, che rappresentano indicatori di differenza tra normalità e malattia attraverso tre tappe nel percorso verso la forma più stabile della dipendenza dalla rete.

Prima tappa, fase iniziale caratterizzata dall’attenzione ossessiva e ideo-affettiva a temi e strumenti inerenti l’uso dellarete, che genera comportamenti quali controllo ripetuto della posta elettronica o dell’applicazione preferita (Facebook o Iinstagram che sia) durante la stessa giornata, ricerca di programmi e strumenti di comunicazione particolari, prolungati periodi in chat.

Seconda tappa caratterizzata dall’aumento del tempo trascorso on-line, con un crescente senso di malessere, di agitazione, di mancanza di qualcosa o di basso livello di attivazione quando si è scollegati (una condizione paragonabile all’astinenza). In passato ciò era accompagnato anche da un notevole aumento delle spese, che spesso rappresentava un lieve fattore di inibizione della tossicofilia, oggi pressoché irrilevante, date le numerose possibilità di rimanere a lungo collegati a basso costo. Restano, tuttavia, importanti indicatori il malessere soggettivo off-line e l’abuso on-line, spesso anche nelle ore lavorative e nelle ore notturne, in cui si è disposti a rinunciare anche al sonno.

Terza tappa ovvero la fase in cui la rete-dipendenza agisce ad ampio raggio, danneggiando diverse aree di vita, quali quella lavorativa, delle relazioni reali e quella scolastico-lavorativa e in cui si rilevano problemi di scarso profitto, di assenteismo scolastico-lavorativo e di isolamento sociale anche totale a favore dell’uso del computer o dei dispositivi palmari.

Alcuni di questi comportamenti si associano ad altre dipendenze sul fronte comportamentale, come ad esempio il Gioco d’Azzardo Patologico che attraverso le piattaforme digitali consente di scommettere 24 ore su 24, “comodamente” da casa, dal lavoro o peggio ancora mentre si guida (!!!) e stessa cosa può capitare per la dipendenza da giochi di ruolo,(dove il soggetto può andare incontro a particolari processi di spersonalizzazione, identificandosi addirittura con il personaggio rendendo i confini virtuali estremamente labili dalla realtà) e la dipendenza da eccessive informazioni (basta pensare a quanti navigano ore ed ore per ricercare temi di carattere sanitari, detta cybercondria, tipica di chi è sempre convinto di poter avere una malattia organica).

Stanno ormai nascendo centri specializzati per la diagnosi e cura della dipendenza da internet, ma la prevenzione rimane sempre il principale strumento da attuare per far si che ognuno sia correttamente informato del modo più innocuo di utilizzare la tecnologia e le sue potenzialità. Ci sono alcune regole nell’utilizzo di Internet da parte di chi già è coinvolto in un disagio psicologico che sono utili ricordare, come limitare la quantità di tempo trascorso quotidianamente on line (non più di una o due ore), che è importante integrare le attività virtuali con simili attività reali (es. acquisti, giochi o relazioni sociali) per non dimenticare mai che la socializzazione reale non deve mai essere totalmente sostituita da quella virtuale.

Vivi il mondo reale.. vivi Orvinio e le sue bellezze!

Dott. Fabio Attilia Dott.ssa Roberta Perciballi esperti in dipendenze, CRARL Policlinico Umberto I – Roma

Bando turismo 2018

Il Comune di Orvinio ha ottenuto un finanziamento per organizzare eventi e manifestazioni nell’estate scorsa (Lazio delle meraviglie –Estate 2018).

Le  modalità operative del bando – pubblicato il 4 agosto, con graduatoria di ammissione resa nota  il 4 ottobre (Agenzia regionale del turismo, Det. n. 12410), e la concessione di un importo minore rispetto a quanto richiesto, ci hanno creato diverse difficoltà, ma nonostante tutto possiamo dire di aver conseguito gli obiettivi che ci eravamo prefissati; grazie anche al cofinanziamento dell’Amministrazione comunale e alle generose erogazioni di diversi benemeriti nostri concittadini.

Il Progetto aveva nome “Erbe sul Cammino di San Benedetto – un ponte tra passato e futuro”, e l’obiettivo di mettere in risalto alcune caratteristiche naturali e culturali del nostro Paese, che ben si integrano con il Cammino di San Benedetto, che sta portando nelle nostre valli migliaia di pellegrini entusiasti, oramai da tutto il mondo.

Tre sono stati i filoni sui quali abbiamo lavorato:

  1. L’organizzazione di una giornata dedicata alle erbe, magico prodotto della Terra;
  2. La formazione sull’uso consapevole delle risorse e sul loro riciclo;
  3. La produzione di materiale informativo per promuovere Orvinio.
passeggiata didattica

1) La giornata imperniata sui diversi usi delle erbe ha visto dapprima una passeggiata didattica alle Pratarella, per diffondere la conoscenza delle piante presenti nel nostro territorio e dei molteplici usi che se ne possono fare: alimentari, estetici, curativi. Presso la sala Manenti è stato poi offerto ai partecipanti il pranzo, rigorosamente a base di erbe e plastic free – senza ricorrere cioè all’uso di plastica. Subito dopo ci siamo diretti  verso l’Abbazia di S.ta Maria del Piano, percorrendo a ritroso un tratto del Cammino di San Benedetto. Lì, nel magico scenario offerto da questa monumentale testimonianza del passato, il progetto Anemofilia teatro ha regalato alcuni monologhi teatrali dedicati alle piante e agli alberi.

La seconda fase è stata costituita da un momento di formazione sulla necessità di un uso consapevole dei materiali e su un ciclo virtuoso nella produzione,  smaltimento e riuso, in accordo alla campagna promossa dalla Regione Lazio, denominata plastic free. Un esperto ha incontrato prima i funzionari comunali  e a seguire i privati cittadini per farci conoscere la drammatiche problematiche connesse ad un uso esagerato e oramai fuori controllo  delle materie che la Terra ci offre, e che non riusciamo più a smaltire in modo efficace. La soluzione proposta è quella di creare un’economia circolare: fare in modo cioè che tutto quanto preleviamo dalla Terra, alla fine dell’uso non vada  a finire sotterrato in discarica, come facciamo oggi, ma “ritorni” nei cicli produttivi per essere utilizzato di nuovo; cosa che i nostri antenati praticavano naturalmente, e che alla civiltà consumistica di oggi riesce particolarmente faticoso. Ovvio che fattore determinante per la riuscita di questa trasformazione, divenuta oramai improcrastinabile, è la capacità di differenziare i nostri rifiuti, per permetterne il riciclo; purtroppo la Comunità orviniesesi sta segnalando per la più bassa percentuale di differenziazione dei rifiuti di tutta la nostra Comunità allargata (Unione dei Comuni).

La terza ed ultima gamba del progetto è consistita nella produzione di materiale informativo: una nuova brochure ed un video. La brochure è un libricino tascabile di 24 pagine contenente informazioni turistiche, ambientali e culturali su Orvinio, con l’obiettivo da un lato di far conoscere le nostre ricchezze materiali ed immateriali a chi viene a visitarci, e dall’altro  di stimolare una visita a chi invece non ha ancora deciso, magari perché non conosce Orvinio. A questo secondo fine ne sono state distribuite molte alla manifestazione nazionale “Falacosagiusta” che la casa editrice Terre di mezzo ha organizzato a marzo a Milano – e che ha ospitato circa centomila visitatori.  Il video è disponibile internet, su youtube (cercare: “Orvinio, un ponte tra passato e futuro”) e si aggiunge agli altri video realizzati recentemente; per esempio quello del nostro Leonardo Celi, andato in onda più volte su Raitre, a Geo & Geo. Video e brochure costituiranno, speriamo, un valido appoggio in futuro per promuovere il turismo nel nostro Borgo.

Progetto Anziani

La Direzione Regionale Inclusione Sociale ha concesso al Comune di Orvinio un piccolo contributo destinato agli anziani del Paese (progetto TE, Lazio per la terza età, Det. 17609 del 27 dicembre 2018).Per soddisfare tutte le richieste ricevute dai Comuni e Municipi del Lazio, la Regione ha deciso di accontentare tutte le domande ricevute, riducendo però l’importo erogato rispetto a quanto richiesto: nel nostro caso abbiamo ricevuto circa € 6.000, invece di € 10.000.Rimodulando le attività previste, anche in questo caso contiamo comunque di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati.

L’Amministrazione ha deciso di agire su diversi fronti: dallo svago, alla salute e alla coesione sociale. Le attività dovranno essere terminate entro il prossimo autunno, e prevedono la collaborazione di diversi attori, a partire ovviamente dal locale Centro Anziani.Quest’ultimo provvederà ad organizzare una gita con finalità ludiche e culturali, così come è avvenuto negli anni passati.

Un’altra somma sarà destinata a finanziare i soggiorni estivi, organizzati annualmente dall’Unione dei Comuni dell’alta Sabina.Una parte del progetto prevede la collaborazione con la nostra A.S.L. per attività di prevenzione, formazione, monitoraggio. Abbiamo preso contatti con il direttore, dott. D’Agostino, che si è mostrato disponibile ad organizzare delle attività insieme all’Amministrazione comunale e alla nostra Comunità. Nei prossimi giorni individueremo  insieme a lui, e agli operatori locali, le aree di maggiore necessità e con maggiori potenzialità.

L’ultimo filone del progetto prevede l’organizzazione di un laboratorio teatrale: secondo Daniel Pennac, noto scrittore francese (ne consiglio vivamente la lettura a grandi e piccini!) i progetti realizzati insieme sono fondamentali per contrastare la solitudine, matrice fondamentale delle paure, che ci frenano e tarpano le nostre potenzialità, sia come individui che come collettività: da qui l’idea di realizzare un progetto teatrale, un laboratorio che vedrà protagonisti gli anziani insieme ai nostri bambini, e che ruoterà probabilmente (il tema è da definire)  attorno al tema del perdono.Ci guiderà la Compagnia del teatro Jobel, professionisti di valore che si sono stabiliti recentemente in Sabina, a Torricella. I laboratori si terranno dopo la fine della scuola, e si concluderanno con uno spettacolo teatrale, che vorremmo organizzare in concomitanza della giornata Orvinio in arte, che periodicamente l’associazione Orviniando organizza per allietare le nostri estati.

Di questi due progetti ci piacerebbe parlare con la popolazione, in un incontro pubblico presso la sala comunale.

Maurizio Forte

SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E COMUNI CON POPOLAZIONE INFERIORE AI 1.000 ABITANTI

Premessa

II Comune di Orvinio ( Ri ) ha una popolazione di circa 350 abitanti, fa parte della XX Comunità dei Monti Sabini e del Parco Regionale dei Monti Lucretili.

Il quadro normativo.

IL D.LGS. N. 152/2006 — NORME IN MATERIA AMBIENTALE — con l’art. 147, rubricato:

Organizzazione territoriale del servizio idrico integrato, al comma 2-bis precede che:” Qualora l’ambito territoriale ottimale coincida con l’intero territorio regionale, ove si renda necessario al  fine di conseguire una maggiore efficienza gestionale ed una migliore qualità del servizio all’ utenza, é consentito l’affidamento del servizio idrico integrato in ambiti territoriali comunque non inferiori agli ambiti territoriali corrispondenti alle province o alle città  metropolitane.

Sono fatte salve:

  1. le gestioni del servizio idrico in forma autonoma nei comuni montani con popolazione inferiore a

1.000 abitanti già istituite ai sensi del comma 5 dell’articolo 148;

  • le gestioni del servizio idrico in forma autonoma esistenti, nei comuni che presentano contestualmente le seguenti caratteristiche: approvvigionamento idrico da fonti qualitativamente pregiate; sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree naturali protette ovvero in siti individuati come beni paesaggistici ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; utilizzo efficiente della risorsa e tutela del corpo idrico. Ai fini della salvaguardia delle gestioni in forma autonoma di cui alla lettera b), l’ente di governo d’ambito territorialmente competente provvede all’accertamento dell’esistenza dei predetti requisiti.”

II sopra richiamato comma 5 dell’art. 148 recitava:” Ferma restando la partecipazione obbligatoria all’Autorità d’ambito di tutti gli enti locali ai sensi del comma 1, 1’adesione alla gestione unica del servizio idrico integrato é facoltativa per i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti inclusi nel territorio delle comunità montane, a condizione che gestiscano 1‘intero servizio idrico integrato, e previo consenso della Autorità d’ambito competente”.

Per la fattispecie di cui alla lettera a) i dubbi sulla legittimità della gestione diretta e autonoma per i piccoli comuni sono sorti a seguito dell’avvenuta abrogazione dell’intero art. 148 del d.lgs.

152/2016, ad opera della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come modificata da1 d. 1. 29 dicembre 2011, n. 216.

Parere della Corte dei Conti, Sezione Controllo Abruzzo, Deliberazione n. 16 del 28 marzo

2011.

Orbene, la Corte dei Conti con la deliberazione di cui sopra, in risposta ad una richiesta di parere di un Sindaco in merito alla possibilità di gestire in forma autonoma il servizio idrico nel proprio comune, ha affermato che “ l’adesione alla gestione unica del servizio idrico integrato é facoltativa per i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti inclusi nel territorio delle comunità montane, a condizione che gestiscano l’intero servizio idrico integrato, e previo consenso dell’Autorità d’ambito competente”.

Il Tar Lombardia ( Sez. I  n. 371 del 15 marzo 2017 ) chiarisce che il comma 2-Bis dell’art. 147 del D.Lgs. 152/2006 ha lo scopo di individuare un punto di equilibrio tra efficienza del servizio, libertà di organizzazione dello stesso, e tutela degli interessi pubblici sovraordinati. Possono beneficiare della prosecuzione in forma autonoma tutte le gestioni esistenti, indipendentemente dal titolo in base al quale sono in atto, non essendovi limitazioni in proposito, fatto salvo l‘accertamento dell’Ufficio d’Ambito competente.

Ne deriva che in concreto i due tipi di gestione ( autonoma o unitaria ) devono essere confrontati, per individuare quello più efficiente anche sotto il profilo della prevenzione del rischio di inquinamento.

Giurisprudenza Costituzionale, Sentenza n. 93 del 7 marzo — 4 maggio 2017 — Giudizio di legittimità costituzionale in via principale — Legge della Regione siciliana 11.08.2015, n. 19.

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 93/2017, nel dichiarare incostituzionale la legge 19/2015 della Regione Sicilia, per i profili che qui rilevano ha testualmente affermato che “ il legislatore regionale non ha rispettato i limiti della deroga introdotta dal legislatore statale in materia di gestione autonoma del servizio idrico integrato, quanto all’individuazione dei comuni ai quali tale facoltà é concessa”. La Consulta prosegue affermando che “ la ratio della normativa statale, per la quale la possibilità di derogare a11’unici i della gestione del servizio si giustifica esclusivamente in ragione di un elemento tipicamente ambientale costituito dalla peculiarità idrica di talune aree del territorio”.

Conclusioni

Dato atto che il Comune di Orvinio ha una popolazione inferiore at 1.000 abitanti, é incluso nel territorio della XX Comunità Montana del Lazio e del Parco Regionale dei Monti Lucretili, non ha acquisito la qualità di socio di Acqua Pubblica Sabina S.p.A. e, pertanto può richiedere di provvedere alla gestione diretta del servizio idrico integrato all’Autorità d’ambito, pur restando ferma la propria partecipazione obbligatoria a quest’u1tima.

In virù del quadro normativo, del parere della Corte dei Conti — Sez. Controllo Abruzzo, della sentenza del Tar Lombardia e della Giurisprudenza Costituzionale, pertanto il Comune di Orvinio può in maniera legittima chiedere ed ottenere che sia salvaguardata e riconosciuta la gestione autonoma del servizio idrico, previo accertamento dell’esistenza dei requisiti di cui alla lettera b) comma 2-Bis dell’art. 147 del D.Lgs. n. 152/2006.

Tale legittima richiesta, ancor di più é giustificata in riferimento anche alla lettera a) dell’art. 147 sopra citato, dall’essere di fatto operante fino ad oggi la gestione autonoma di tale servizio con i1 silenzio-assenso dell’Autorità d’ambito competente, alla quale comunque va richiesto ope legis t’accertamento dei requisiti posseduti.

Segretario Generale Umberto Imperi

Il nostro impegno per una gestione autonoma

Come spiegato molto dettagliatamente dal segretario, la legge consente la gestione autonoma del servizio idrico, avendo Orvinio tutte le caratteristiche del caso. L’alternativa sarebbe l’affidamento del servizio alla APS, azienda pubblica sabina, i cui soci sono la Provincia ed i comuni reatini, oltre ad alcuni della sabina romana. Al momento stiamo ancora valutando con tecnici e dirigenti provinciali la fattibilità concreta, poichè ci sono molti adempimenti e burocrazia da seguire. Solo per citarne alcune: dotare l’intero paese di contatori adatti e conformi alla normativa, incaricare un fontaniere specializzato per la gestione ed un ingegnere per la definizione delle tariffe, organizzare un call center per l’assistenza agli utenti, gestire la fatturazione elettronica. Tutta adempimenti che porteranno in ogni caso un aumento dei costi per l’ente e per i cittadini. Restano da valutare i costi ed i benefici, ma il mio impegno sarà quello di cercare di mantenere l’autonomia per il più tempo possibile, nel rispetto della legge e della convenienza economica. Ad oggi ad Orvinio la gestione dell’acqua è ottima, il servizio perfetto ed il comune riesce anche a fare avanzo di amministrazione. Rinunciare a ciò è l’ultima cosa che voglio fare! come solito in Italia si cerca sempre di distruggere le cose che funzionano alla perfezione. In entrambe le ipotesi comunque, non sarà più possibile il pagamento dell’acqua forfettariamente come accade oggi, ma sarà obbligatoria la lettura dei consumi effettivi.

Il Sindaco Alfredo Simoeni

Laura

Laura Donati – foto di Giancarlo Giuliani

Chi si ricorda di Alberto Manzi? Era lo storico maestro d’Italia, della Rai, colui che dal 1960 al 1968, dal lunedì al venerdì andava in onda la sera, insegnando agli Italiani a leggere e scrivere.

Chi è venuto dopo il 1968 non si ricorda più del maestro Manzi. L’alfabetizzazione nel paese stava crescendo e le scuole furono in grado di istruire bambini.

Ognuno di noi ha avuto il suo maestro.

La comunità di Orvinio ha avuto il privilegio di avere la sua di Maestra. Laura Donati.

In questa foto di Giancarlo Giuliani la vediamo ritratta durante il suo lavoro, è una foto in bianco e nero, anni 60. La maestra Laura tra i suoi alunni, tutti in posa, attenti a fissare l’obiettivo.

Leva 1937, prese il diploma da maestra, forte della sua vocazione per l’istruzione, l’insegnamento, la conoscenza, la pedagogia. Perni fondamentali per una società che prepara i suoi futuri cittadini.

Vocazione si, perché non è un mestiere per tutti. E’ una missione.

 Avere a che fare con bambini piccoli, ancora distratti dal gioco, poco inclini alle severe regole della disciplina scolastica.

Lei ci riusciva, con la sua autorevolezza, tipica del ruolo, mista a dolcezza, come dimenticare il suo sorriso?

Una volta, dopo la figura materna c’era quella ella maestra, delegata dai genitori a fare le veci.

Laura è venuta a mancare pochi giorni fa, il vuoto che lascia è incolmabile, per i suoi familiari, le sue figlie, i suoi fratelli, ma la sua figura sarà sempre presente tra noi.

Passando davanti casa sua, fermatevi un istante, giratevi da quella parte, lei è ancora lì, con le sue braccia incrociate, sciolte immediatamente per salutarvi con una mano. Con il suo immancabile sorriso.

Grazie per quello che hai rappresentato; in modo ufficioso, per questa comunità : la maestra di Orvinio.

Roberta De Sanctis

Santi Lucretili

Se vi dicessero che Petra Demone è stata teatro di epiche battaglie, senza esclusione di colpi, tra Santi e Diavoli stentereste a crederci, e non ve ne faremmo una colpa, eredi come siete dell’età dei Lumi. Ma se avrete la pazienza di seguirci nel nostro racconto ve ne convincerete senz’altro. Caliamoci allora nel cosiddetto “saeculum obscurum”, periodo storico a cavallo dell’anno Mille, che, come il nome lascia facilmente presagire, fu un’epoca di profonda crisi politica e spirituale per l’Europa intera ed il Papato. Neanche gli ordini monastici, tra cui il celebre ordine di San Benedetto, vennero risparmiati dalla generale decadenza dei costumi. Il monastero di Montecassino era al centro di incessanti lotte di potere: nel 996 il vescovo di Marsico, Alberico, volendo impossessarsi dell’abbazia per darla al figlio, avuto da una concubina (sic!), non esitò a fare catturare l’abbate Mansone, celebre per la vita licenziosa che conduceva, e a fargli cavare gli occhi che gli scellerati monaci da lui assoldati gli recapitarono avvolti in un panno di lino! Ma è proprio in questo desolante quadro che emerse una figura di assoluto rilievo, sconosciuta ai più e la cui vicenda terrena e spirituale è fortemente legata, come presto vedremo, ai Monti Lucretili. Stiamo parlando di San Domenico di Sora, formidabile monaco eremitico e cenobitico, multorum fundator cenobiorum, la cui incessante opera di predicazione ed evangelizzazione precede, contribuendo a gettarne le basi, la ben più celebre riforma di Gregorio VII.

Leggendo la “Vita vel obitus sancti Dominici confessoris” (nell’edizione critica curata dallo storico francese F. Dolbeau), scritta nel 1060 da Alberico (diacono di Montecassino, maestro di retorica e famoso agiografo) scopriamo che San Domenico di Sora nacque nella città umbra di Foligno attorno alla metà del X secolo e cominciò gli studi nel monastero di San Silvestro. Alberico ci dice, ammirato, che San Domenico fosse già un bambino di straordinaria saggezza e maturità per la sua età, un “puer senex” a suo dire. Ma come Abramo, nel celebre racconto biblico della Genesi, aveva abbandonato la sua terra e la sua famiglia così Domenico decise ad un certo punto di lasciare la sua città natale, inizio dell’itinerario geografico e spirituale che lo avrebbe condotto alla santità, per dirigersi verso il “Monasterium Sanctae Dei Genitricis Mariae Virginisque Perpetuae”, il monastero dedicato a Santa Maria sempre Vergine Madre di Dio. Ed è a questo punto che i lettori Orviniesi cominceranno a trovare interessante la vicenda di San Domenico. Questo santuario era infatti situato sui monti Lucretili e più precisamente a Petra Daemonis. Secondo Alberico il nome originale, non corrotto, del luogo doveva essere stato quello di Petra Dei Ammonis, perché sulla sua cima vi era una statua dedicata a Giove Ammone. Come i lettori di Orvinium sanno (avendo già trattato l’argomento in un precedente numero), sulla cima di Petra Demone, l’attuale Cima di Coppi, vi era effettivamente un altare dedicato a Giove ma venerato in quanto nume tutelare delle vette, cioè con l’epiteto di Cacumenario o Cacuno. Nel Regesto di Farfa si fa menzione dell’esistenza, nel 1011, di una pertinentia nel luogo detto Petra Doemone ma grazie al racconto di Alberico sappiamo ora che il castellum ed annessa pertinentia di Petra Demone esistevano già nella seconda metà del X secolo, all’epoca cioè di San Domenico. Dal racconto di Alberico apprendiamo che nel monastero di Petra Demone sotto la guida dell’abbate Donnoso, uomo di straordinaria santità, San Domenico vestì l’abito benedettino, abbracciando la celebre regola dell’ordine “ora et labora”. E qui Alberico, in evidente ammirazione, non lesina aggettivi per descrivere la santità di Domenico, citando la sua estrema parsimonia nel mangiare, le interminabili veglie notturne, le innumerevoli ore passate pregando e leggendo le Sacre scritture, l’osservanza della disciplina monastica in tutte le sue regole, così straordinaria e memorabile. Divenuto perfetto, consummatus ci dice, nella vita cenobitica, e preparato come un agguerrito legionario ai combattimenti spirituali ex acie fraterna, cioè dalla schiera dei frati, Domenico, dopo averne domandato l’autorizzazione a Donnoso, si recò su un monte non lontano da Petra Demone, per potere combattere con il proprio braccio e la propria mano, l’antico nemico del genere umano, il Diavolo! Quale sia questo monte non lo sappiamo né probabilmente mai lo sapremo, forse il Monte Pellecchia, il Monte Castellano o qualche altra vetta minore dei Lucretili. Sta di fatto che su questo monte San Domenico ingaggiò una terribile battaglia contro il Diavolo, dalla quale sarebbe uscito, per nostra fortuna, vincitore. Ma a questo punto Alberico aggiunge, citando i Vangeli, che, come si non può nascondere una città posta sopra la cima di un monte od occultare sotto un moggio una lampada illuminata di luce divina, così si sparse, tra gli abitanti del luogo, la voce che un santo si nascondeva nei più remoti recessi di quelle montagne. Ed il giaciglio dell’umile servo di Dio venne, dopo lunghe ricerche, infine trovato. Citando il poeta Orazio ed in tono aulico, Alberico aggiunge che la fama diede a San Domenico le ali, e con volo veloce trasportò il santo uomo per villaggi e città, sulle torri dei ricchi e nelle taverne dei poveri, persino nelle baracche dei pastori. Cosa aspettarsi di più a questo punto? La sua fama giunse alle orecchie del potentissimo marchese Uberto (probabilmente figlio del duca di Spoleto Teobaldo e signore della Sabina) spingendolo addirittura ad inerpicarsi per i ripidi pendii di Petra Demone per vedere di persona il santo monaco e soprattutto per ascoltarne le famose predicazioni, che accendevano negli animi un desiderio di vita eterna, ad perennis uitae cupidinem ci dice Alberico. Uberto cominciò allora con insistenti e continue preghiere a domandare a San Domenico di costruire un monastero sulle sue terre e San Domenico alla fine cedette alle suppliche del potente marchese, fondando a Scandriglia il monastero di San Salvatore, il primo di una lunga serie. Dopo avervi richiamato grazie alla sua santità una folla di monaci osservanti ed affidatone il governo all’abbate Costanzo, uomo di grande fiducia, ritenendo conclusa la sua opera di evangelizzazione sui monti Lucretili, partì alla volta degli Abruzzi e del Lazio meridionale con il fidato compagno Giovanni. Petra Demone ed i Lucretili sono stati dunque, con la loro selvaggia e mistica bellezza, l’inizio della parabola umana, terrena e celeste, di San Domenico, parabola destinata a concludersi, nell’anno del Signore 1031, nel monastero di Sora da lui stesso fondato ma questa è tutta un’altra storia.

Filippo Tani