Il mio orgoglio orviniese

Stefano Lucchini

Sono orgoglioso di Orvinio, il mio luogo del cuore da sempre, ben prima che il Fai decidesse di lanciare la sua fantastica iniziativa che ha fatto riscoprire innanzitutto agli italiani le meraviglie storiche, culturali, artistiche dell’Italia, il territorio più bello del mondo. Sono orgoglioso di Orvinio perchè, nonostante abbia pochissimi abitanti rispetto ai tempi belli quando la Pretura componeva tutte le questioni delle zone circostanti e il forno di fronte produceva a getto continuo pane, pizze e focacce calde per tutti, ha ottenuto ben 7069 voti al concorso del Fai, concorso che si chiama appunto i Luoghi del Cuore. Significa che tutti quelli che hanno radici a Orvinio, familiari o di semplice conoscenza del nostro borgo, acquisita magari sbagliando strada o venendoci in villeggiatura, si sono mobilitati per votare, e hanno mobilitato i propri amici, facendoci raggiungere l’incredibile risultato di 7069 voti, cosa che ci ha permesso di collocarci al cinquantasettesimo posto della classifica nazionale.

Si tratta di un risultato eccezionale, soprattutto se si pensa che il Fai ha fissato a duemila voti la soglia superata la quale ci si potrà candidare ad una richiesta di restauro e di valorizzazione. Un risultato che abbiamo raggiunto tutti insieme. E che ora tutti insieme non dobbiamo disperdere, ma farne la base di partenza per una nuova stagione del nostro amatissimo borgo.

Sono orgoglioso di Orvinio perchè Piero, la voce narrante di un video che spiegava il senso dell’essere orviniese, lo faceva con le stesse parole che avrei usato io: “arriva una macchina carica di bagagli e di bambini. Si aprono le portiere, i genitori si girano e non li vedono più, sono già andati a giocare con i loro amici di Orvinio, perchè qui i bambini possono girare da soli”. E Piero continuava: “chi viene ad Orvinio è coinvolto nella comunità, nei nostri modi e nelle nostre tradizioni, perchè qui si vive lo spirito di comunità, noi come i villeggianti, amicizia e magari una spaghettata insieme”. Piero ha le idee chiare anche sul futuro di Orvinio, che deve essere legato al cambio generazionale, alla riscoperta delle radici e anche e soprattutto alla capacità di Orvinio di accogliere anche chi orviniese non è. E preoccuparsi del futuro di Orvinio è oggi la cosa più importante: come Piero, anch’io credo che non basti che i nostri figli tornino ogni tanto al borgo tanto caro ai genitori, ma è fondamentale invece che coinvolgano altre persone, altri amici, e insegnino loro i percorsi segreti di una grande storia italiana passata attraverso i secoli e  giunta intatta fino a noi. Ora, anche grazie alla possibilità di concorrere ai progetti dei Luoghi del Cuore più votati del Fai, c’è la possibilità di metterne in sicurezza un altro pezzo di futuro o preservando e restaurando un altro pezzo di passato, oppure costruendo qualcosa di attuale e di utile a chi viene qui soprattutto d’estate, per esempio degli impianti sportivi. E’ evidente che a tal fine serve tutta la collaborazione dell’amministrazione comunale, serve quella capacità progettuale che negli ultimi decenni i Sindaci e le Giunte e gli Assessori che si sono succeduti hanno già saputo dare alla nostra comunità, serve mettere insieme le energie e muoversi tutti nella stessa direzione, come abbiamo dimostrato di saper fare raccogliendo i voti. Credo che il Fai, a partire dal prossimo anno, debba riuscire a dare una proiezione internazionale ai Luoghi del Cuore, per farne un’attrattiva turistica complementare alle grandi città d’arte e alle solite mete dei tour operator, e Orvinio deve potersi inserire in questo filone, magari anticiparlo avendo la fortuna di avere un’icona mondiale come Roma a poche decine di chilometri di distanza. Occorreranno iniziative culturali, accoglienza diffusa nelle case degli orviniesi, capacità di aprirsi a culture diverse. Noi possiamo lanciare la nuova sfida, ma solo le nuove generazioni delle antiche radici di Orvinio possono metterla in pratica. Ed è a loro che passo il testimone, pronto ad esserci e ad affiancarle perchè orviniesi è difficile diventarlo, ma poi lo si resta per sempre. Con orgoglio.

Stefano Lucchini

L’acqua di casa

Le normative di settore degli ultimi 15 anni sul riordino del servizio idrico nazionale mirano ad una organizzazione del servizio idrico integrato sul territorio, in coerenza con la disciplina per la gestione dei servizi pubblici locali.

Nel contesto di tale processo di riorganizzazione, intrapreso per superare la frammentazione degli operatori, il legislatore ha affidato alle Autorità d’ambito i compiti di regolazione, indirizzo e controllo del servizio idrico integrato, nonché le competenze sulla definizione della forma organizzativa più adeguata per erogare il servizio pubblico.

Il Codice dell’Ambiente (Dlgs 3 aprile 2006 n. 152 ), novellato più volte, con l’art. 147 comma 2 bis, nonché il Parere del Ministero dell’Ambiente 7069 del 18.04.2016,  corrono in soccorso del Comune di Orvinio in un’ottica di tutela del territorio e dell’esistente sistema di gestione idrico dei piccoli comuni montani, che prevede delle deroghe all’affidamento diretto in ATO.

Nel lasciare l’approfondimento tecnico al professionale contributo del Nostro Segretario, questa Amministrazione intende affermare la propria volontà di gestire il servizio idrico in forma autonoma, pur nel rispetto della normativa settoriale che consente proprio tale possibilità.

L’acqua agli orviniesi: per le persone e per il territorio che esse rappresentano, per gli sforzi dell’Amministrazione nella conservazione del sistema impiantistico, per la tutela delle falde, per il contenimento dei costi e delle bollette, perché siamo montani e virtuosi e vogliamo imporre legittimamente le nostre peculiarità.

Fausto Bozza