
VERSO PICCOLE SCELTE PER COSTRUIRE VALORE DI BENESSERE COMUNE, RISCOPRE LE ANIME PER APPRODI UMANAMENTE PIENI
Incontriamo Il Priore del Gonfalone, gli chiediamo quale il bilancio di questo primo anno di lavoro?
“Certamente positivo, abbiamo declinato un nuovo modello che, prendendo le mosse dalla tradizione e dalla identità, ha creato aggregazione anche al di fuori dei normali canoni: abbiamo creato associazioni onorarie. Ai trenta confratelli ordinari abbiamo unito 80 associazioni onorarie. Abbiamo creato progettualità, abbiamo accresciuto aggregazione e partecipazione, abbiamo creato valore”.
Quali le innovazioni?
“Vede sono rimasto molto colpito quando in alcuni contesti dello scorso anno si sono definite le Confraternite “folklore”. Ciò ha commosso la mia anima; da lì ho compreso che occorreva intraprendere un percorso di rinnovamento: occorreva rinnovare la testimonianza della nobiltà originaria dell’uomo, l’indice supremo del sentimento di libertà e di dominio morale: “l’anima”. Occorreva riscoprire l’anima nella nuova declinazione di Confraternita. Mons. Mauro Parmeggiani nella ultima riunione diocesana dei Priori ha parlato di nuova evangelizzazione dei Confratelli. Certamente questa esigenza è coerente con il presente e con i nostri luoghi del cuore che dobbiamo valorizzare sviluppando il loro potenziale di accoglienza. Ma a questo possiamo essere aiutati riscoprendo l’anima, riproporre nel nostro luogo del cuore un nuovo umanesimo, indirizzato ad approdi e soluzioni, sì condivise, ma soprattutto umanamente piene. Soltanto così possiamo riscoprire gioia, amore, fraternità senza confini, senza odio, senza ingiustizie, senza sterili contrapposizioni dove, con naturalezza, scopriremo che l’altro è come noi. Aiutiamo a riscoprire l’anima aiutandoci con l’eleganza del nobilissimo dialogo. ”
Quindi la Confraternita come una azienda?
“Certamente, con la differenza che noi intendiamo costruire utili per il benessere comune con le nostre piccole azioni quotidiane. Dobbiamo sempre chiederci in ogni contesto della giornata se l’azione che poniamo in essere o che intendiamo porre in essere è coerente con il fine di costruire valore di benessere comune.
Quali i progetti futuri?
“Abbiamo avviato l’associazione onoraria con il progetto di restauro della macchina monumentale di S.Antonio. Definisco questo progetto un azionariato popolare dell’anima perché è indirizzato a riscoprire la bellezza della spiritualità e della identità Orviniese. In questo progetto abbiamo avuto apprezzamenti e sostegni finanziari anche da importanti istituti bancari nazionali, stiamo cercando di riproporli anche per questo anno, altri ne stiamo cercando. Il progetto è finanziariamente impegnativo, prevedendo un costo in sede di fattibilità stimato in circa € 10.000,00, ma sono convinto che lo porteremo a termine. Vede essere fermati nei vicoli, con tensione alla partecipazione ed alla contribuzione, significa aver riscoperto le anime: questo mi rassicura sulla fattibilità del progetto. Anche questa è evangelizzazione, cui ci richiama Mons. Parmeggiani. Il mio invito è rivolto a chiunque condivide questo progetto con questa rinnovata spiritualità: associatevi ed unitevi ancora con noi, per noi e per far riscoprire agli altri i nostri valori.
Quindi la sua Confraternita oltre il modello tradizionale della processione?
“Si, completato il progetto avviato, tenderemo ad ideare altre progettualità che rispondono alle linee di indirizzo cui ho fatto cenno”.
Priore Angelo Cervelli
intervista a cura di Luca Cervelli
