Cannabinoidi sintentici

La Spice è una miscela di erbe (che non contiene né tabacco né Cannabis) che si può acquistare nel deep web (la rete illegale) o negli smoke shops sotto il nome di “herbal mixture”, “herbal blend” o “profumatori per ambienti non per uso umano”.
In realtà questo prodotto viene fumato oppure meno comunemente ingerito sotto forma di infuso. I nomi delle miscele di erbe sono di fantasia e accattivanti come ad esempio Spice gold, Spice diamond, Yucatan fire, Sence, Chili X, Genie, Algerian blend. Perché la Spice viene consumata e a volte anche preferita alla tradizionale Cannabis? Questo prodotto contiene cannabinoidi sintetici i quali, come suggerisce il nome, sono simili al THC per l’effetto (però con una struttura chimica diversa) e più potenti del derivato della Cannabis. Infatti queste molecole non hanno nulla di naturale, sono totalmente sintetizzate in laboratorio e sono in grado di legarsi agli stessi recettori a cui si lega il fitocannabinoide THC (CB1 e CB2). Dopo la scoperta del THC e del sistema endocannabinoide, la chimica medicinale ha mostrato interesse nella sintesi di molecole che potessero mimare gli effetti del THC private però dell’effetto psicotropo. Parallelamente alla ricerca scientifica ufficiale, laboratori clandestini hanno iniziato a sintetizzare cannabinoidi simili al THC ma più potenti nel dare “sballo”. I cannabinoidi sintetici destinati al mercato illegale sono inseriti in Italia nella Tabella I della legge 309/90 (in materia di sostanze stupefacenti e psicotrope) dal 2010, anno in cui nel nostro Paese venivano segnalati i primi casi di commercializzazione. Vista la rapidità di sintesi di nuove molecole non ancora inserite nella Tabella, tanti cannabinoidi sintetici vengono proibiti e altrettanto numerosi ne vengono prodotti e immessi nel narcotraffico sfuggendo così ai controlli. Inoltre, per la clandestinità della preparazione di questi prodotti, è difficile trovare in letteratura informazioni circa le caratteristiche farmacologiche e tossicologiche, ignorando completamente gli effetti sulla salute. È certo che la farmacocinetica e farmacodinamica sono diverse da quelle del THC e che modelli animali hanno mostrato segni e sintomi come aritmie cardiache improvvise fino all’arresto cardiaco, convulsioni, agitazione psicomotoria (simile a quella data dalla cocaina) ed estrema aggressività. Un cannabinoide parzialmente studiato nei suoi effetti è il jwh-122 che può determinare dolori addominali, nausea e vomito ma anche tachicardia, stato di agitazione, allucinazioni ed ipertensione, mioclonia e psicosi acuta. Questi sintomi, dovuti ad una potente stimolazione dei recettori CB1, non sono osservabili neanche dopo il consumo di dosi elevate di Cannabis. Il jwh-307 invece causa più frequentemente effetti avversi quali tachicardia, sonnolenza, letargia, agitazione, irritabilità, allucinazioni/deliri, nausea, vomito, confusione, ipertensione, dolori al petto, capogiri e vertigini. Inoltre in base ad alcuni dati, si è ipotizzato che i metaboliti di alcuni cannabinoidi sintetici possano avere potenziale cancerogeno. Infine, alcuni studi hanno osservato per alcune di queste molecole sintetiche un potenziale di dipendenza maggiore rispetto alla Cannabis a causa del rapido sviluppo di tolleranza. In conclusione, i cannabinoidi sintetici rappresentano un pericolo per la salute anche per la difficoltà nel conoscerli appieno da un punto di vista farmacologico e tossicologico. La facilità di accesso sul web e negli smoke shop, rappresenta un ulteriore minaccia alla tutela della salute e fa parte di un fenomeno più ampio oggigiorno molto diffuso delle “smart drugs” che colpisce soprattutto gli adolescenti. Spesso tali prodotti sono commercializzati “legalmente” sotto forma di prodotti apparentemente innocui (profumatori per ambienti ad esempio) ma solo per aggirare eventuali controlli. La Tabella I della legge 309/90 viene costantemente aggiornata ogniqualvolta si intercettino prodotti che contengono cannabinoidi sintetici fino a quel momento non identificati. Anche se l’aspetto e gli effetti della Spice possono ricordare la Cannabis, è importante sapere che si tratta in realtà di molecole di sintesi, poco conosciute e imprevedibili negli effetti dalle quali bisogna tutelarsi.

Dott.ssa Roberta Perciballi, Dott. Fabio Attilia
Centro di Riferimento Alcologico Regione Lazio

BRUMOTTI X L’ITALIA fa tappa a Orvinio

Il 2019 è l’anno del turismo lento, un nuovo tipo di turismo; una nuova idea di viaggiare, più sostenibile, più tranquilla, mirata a far conoscere i territori, tantissimi in Italia, meno conosciuti dal turismo internazionale. Si viaggia a piedi, in bicicletta, a cavallo, con l’idea di non impattare il territorio, ma di conoscerlo e farlo conoscere, esaltando le sue unicità, valorizzandolo. Una strategia di sviluppo ideata dal ministero dei beni culturali alcuni anni fa, a basso costo, ma soprattutto verde. Chi poteva attraversare l’Italia in bicicletta alla scoperta di alcuni luoghi più belli dell’Italia? Vittorio Brumotti campione di bike trial e promoter del progetto FAI BRUMOTTI X L’ITALIA sta percorrendo un tour di diciassette tappe, con partenza da Milano il 18 giugno, scendendo per l’Italia, con arrivo il 4 luglio a San Giovanni Rotondo. Il 26 giugno, Brumotti fa la sua nona tappa, ad Orvinio, piccolo borgo della Sabina arrivato secondo nel Lazio dopo Roma con 7069 voti al concorso LUOGHI DEL CUORE del FAI. Ad accoglierlo la popolazione, moltissimi bambini che con le loro magliette colorate, create per l’occasione, hanno invaso di gioia e divertimento l’intera giornata. Un grazie speciale va a tutti i bambini,al loro entusiasmo coinvolgente, alla popolazione che con la sua accoglienza ha saputo far sentire tutto lo staff a casa, le foto con le signore e i commercianti ne sono la testimonianza; Grazie al FAI Sabina che ci ha onorato della sua presenza con alcuni rappresentati di Rieti. Ma soprattutto grazie ad Orvinio, che con le sue chiese, le sue opere, la sua storia, i suoi muri, il suo dialetto, i suoi colori ha saputo mostrarsi nella sua luce migliore.

#brumotti #fondoambiente #intesasanpaolo #orvinio #turismolento #brumottiperl’italia

Roberta De Sanctis,
coordinatrice Comitato
FAI DEL BENE ALLA CITTA’ DI ORVINIO

Brumotti instagram https://www.instagram.com/brumotti_official_page/

Brumotti abbombazza 100% https://www.facebook.com/vittoriobrumotti/

FAI Luoghi del Cuore https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/?gclid=CjwKCAjwtajrBRBVEiwA8w2Q8N74kLq5ffgIJkMIsnmTI7j-6LicyKx0w_fvqe749xcthMngRFrEnRoCwacQAvD_BwE

Sensazioni del mattino

Abitando al 3° piano dell’ala di Palazzo Morelli in via Nuova, ho il piacere di vedere Orvinio dall’alto. Ogni mattina alle 6,30 – 7,00 circa, quando mi alzo, mi affaccio alla finestra di casa e assaporo l’aria pulita che mi bacia il viso, con una sensazione di fresco di cui si può godere in particolare a quell’ora. Ascolto addirittura il gorgoglio dell’acqua della fontana pubblica, che scroscia noncurante di far rumore, anzi, orgogliosa, aspetta di dissetare i ciclisti assetati che, in questa stagione, attraversano numerosi il paese. Molto spesso intravedo, oltre i tetti delle case della piazza, un lago di nebbia che, pacificamente, sovrasta la vallata della “Chiusa”. Per fortuna dopo un po’ si dissolve, favorendo il riapparire dei contorni dei monti un po’ più distanti, tra cui spicca la cima del “Velino”. Intanto, a colpi di martelletto sulla campanella, scandisce le ore il bell’orologio della piazza, incastonato sulla torretta sovrastante “l’Arco”, che è la porta i ingresso al centro storico del paese. Anche la campana della Chiesa Parrocchiale fa da contraccolpo ai battiti dell’orologio, con i rintocchi dell’Ave Maria del mattino. Mi cade l’occhio, nello stesso tempo, sulla casa degli anziani coniugi Americo e Maria e mi rassicuro perché le persiane delle finestre sono già aperte e gli scuri del portoncino d’ingresso alla loro abitazione, già tolti. Meno male! Sono svegli e come ogni giorno. Maria comincia le sue faccende: innaffia i vasi di fiori che le fanno compagnia proprio li fuori dalla porta, posiziona accanto all’uscio il cestello dei rifiuti che, regolarmente, dopo un po’ viene ritirato dagli operatori della raccolta “porta a porta”, si siede su una seggiola davanti casa aspettando di fare altro. Il marito Americo, con amore, la osserva dal vetro della finestra del piano superiore. Sento che il rumore delle serrande del Bar di primo in viale Roma che, da una vita amorevolmente, apre i battenti e scalda la macchina del caffè per servire la colazione a coloro che entrano e poi si soffermano sul marciapiedi antistante l’esercizio pubblico, per imbastire tipici discorsi sul “calcio” e la “caccia”. Tutti i giorni poi appaiono all’improvviso sulla piazza, gruppetti di pellegrini, dall’abbigliamento tipico di chi si muove a piedi, bardati di zaino sulle spalle, che si accingono a riprendere il “Cammino di San Benedetto”, che prevede Orvinio come tappa del suo percorso, dopo aver riposato nella notte ed essersi rifocillato nel grazioso B&B di Simonetta. Ammirano con aria benevola lo scenario che appare loro davanti: la scalinata della Salita del Borgo al Conventino, con in alto la Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati, l’alberata di viale Roma e la fontana. Il buongiorno poi è caratterizzato dagli anziani, benché pochi, che occupano le panchine posizionate ai lati della piazza, fanno salotto con l più svariate e variopinte argomentazioni, trattate con simpatia e saggezza. Paradossalmente, il mattino vede più vita del resto della giornata, perché proprio a quell’ora c’è un piccolo traffico dei mezzi agricoli che muovono verso il lavoro, pochi giovani studenti pendolai che partono per la scuola, alcuni operai che si apprestano a dare inizio al loro lavoro di manodopera, aprono i negozi. La vita del mio paese comincia così ogni giorno ed è caratterizzata da meccanismi lenti che sottolineano il contrasto con la fretta della città, dove tutto corre veloce, dove tutti corrono veloci. Peccato, però, che nel mio paese ci vive pochissima gente che, però, ha anche il tempo di non fare niente.

Maria Teresa Petrucci

Raggi e paesaggi

Sul versante discendente del tessuto urbano, zona impianti sportivi, si apre la via rurale che conduce a Santa Maria del Piano, appena lasciata Via Filippo Micheli. Qui l’ambiente naturale è caratterizzato da boschi radi di castagni, distese verdi, linee dolci, pascoli alberati, rustici e stalle, fra rocce e alberi che si innestano nella valle montana che porta al complesso abbaziale. Come è noto, l’Amministrazione Comunale ha presentato un progetto per la realizzazione di una pista ciclabile presso la Regione Lazio, proprio in tale sito. Ci si attende un riscontro positivo, ma indipendentemente dall’esito, rimane la visione di insieme e la volontà di puntare su alcuni punti di forza territoriali, a parere dello scrivente, più volte palesato, l’unica via per valorizzare le potenzialità di contesto e dare un futuro al paese. La morfologia molto ampia della strada in più punti consente l’elaborazione di un percorso dedicato: una volta raggiunto il paese o l’abbazia, l’utilizzo combinato del trekking, consentirà di approfondire l’ambiente promiscuo e la conoscibilità dello stesso. La promozione di politiche sulla mobilità dolce e sostenibile deve rivedere azioni volte ad incentivare l’uso della bici, per lo più mediante percorsi protetti da realizzare in natura: un modo diverso per muoversi agevolmente e in libertà, per una pedalata all’aria aperta alla scoperta del paesaggio, creando reti e scambi. Da Point per l’affitto bici, a riciclofficine, tante solo le ipotesi da approfondire, mentre si individuano e creano nuovi percorsi, senza tralasciare il libero crossing, mountain bike e simili. In ambito urbano, i livelli pianeggianti già consentono una fruizione ciclabile di alto livello, a cui è fondamentale connettere percorsi ciclopedonali verso l’esterno del paese innescandoli nella natura e nell’ambiente circostante. In futuro, il passaggio successivo sarà quello di elaborare la carta dei percorsi ciclopedonali in relazione ai luoghi di interesse. Un collegamento ideale con il trekking urbano e religioso, volano per gli amanti delle due ruote, per ciclisti esigenti o “della domenica”, che amano pedalare in gruppo o in famiglia tra le bellezze orviniesi.

Fausto Bozza

Attenti Lupi

A seguito della richiesta presentata da Massimo Bernabei, allevatore di Orvinio, pubblichiamo il seguente articolo

Il lupo, così come altre specie di fauna selvatica, è ricomparso sui nostri territori in maniera importante. Ciò da un lato costituisce un segnale positivo per il mancato pericolo di estinzione, ma dall’altro sta creando notevoli problemi agli allevatori.I motivi principali dell’incremento del lupo nelle nostre aree sono diversi: ripopolamenti per scopi conservazionistici in aree protette, aumento delle aree boscate utili al lupo come rifugio e copertura dagli attacchi, bestiame meno custodito per ovvi problemi ed impegni in termini di costi e tempo da parte degli allevatori.In particolare gli allevatori e proprietari di pecore, agnelli, ma anche puledri e vitelli sono giustamente molto preoccupati, sempre più spesso vedono sbranare i propri animali con notevoli danni economici. La conseguenza è che molto spesso gli allevatori si trovano costretti a rinunciare ad un lavoro che è soprattutto passione e tradizione. La presenza di branchi di lupi sta scoraggiando in molte aree l’attività di allevamento; senza i pascoli le montagne muoiono, l’ambiente si degrada e frane e alluvioni minacciano i centri abitati. La difesa del lupo non è in discussione. Ma anche gli allevatori hanno i propri diritti, ed è doveroso che vengano rispettati. Inoltre i lupi non temono la presenza delle persone e rappresentano un notevole pericolo. Gli allevatori di Orvinio, chiedono un intervento da parte degli enti competenti affinchè il problema venga affrontato e risolto una volta per tutte.

La Redazione

Decreto sblocca cantieri

Con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale n. 140 del 17 giugno 2019, il 18 giugno c.a. è entrata in vigore la legge n. 55/2019 di conversione con modificazioni del Decreto Legge n. 32/2019 recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici”. L’art. 1 del D.L. 32/2019, che inizialmente prevedeva l’eliminazione di alcune disposizioni del D.Lgs. n. 50/2016 (Codice dei Contratti ) è stato oggetto di una integrale riscrittura e, in particolare, ora prevede solo la sospensione temporanea (fino al 31 dicembre 2020) di alcune disposizioni dello stesso Codice, prevede inoltre l’introduzione di prescrizioni con applicazione limitata temporalmente ed infine la modifica di alcune disposizioni del Codice. Il testo oltre a prevedere numerose modifiche al D.Lgs. n. 50/2016 ( Codice dei Contratti ) ed al D.P.R. n. 380/2001 ( Testo Unico dell’Edilizia ), nelle intenzioni del legislatore è finalizzato a semplificare le procedure di aggiudicazione degli appalti ed in parte a superare la procedura d’infrazione n. 2018/2273 dell’ U.E. di “ Non conformità dell’ordinamento interno rispetto ad alcune disposizioni delle direttive europee in materia di contratti pubblici. La sospensione di alcune norme del Codice è temporanea in ragione di una più ampia revisione dell’impianto dello stesso, ed in questa ottica l’art. 1 comma 2 della legge 55/2019 impegna il Governo a presentare entro il 30 novembre 2020 una relazione sugli effetti della suddetta sospensione, al fine di consentire al Parlamento di valutare l’opportunità del mantenimento o meno della sospensione stessa. Fra le novità più importanti annoveriamo la sospensione dell’art. 37, comma 4 del Codice, che obbligava i comuni non capoluogo di provincia di procedere per l’affidamento di lavori, servizi e forniture solo ed esclusivamente tramite centrali di committenza, unioni di comuni o stazioni uniche appaltanti. Pertanto tutti i comuni fino al 31 dicembre 2020 possono procedere agli affidamenti di cui sopra in via autonoma, senza delegare ad altri il procedimento con tempi e modalità sicuramente più veloci, anche se con l’obbligo di riadeguare le commissioni di gara interne.Ancora, è sospeso l’obbligo di scegliere i commissari tra gli esperti iscritti all’Albo istituito presso l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) di cui all’articolo 78 del Codice, fermo restando l’obbligo di individuare i commissari secondo regole di competenza e trasparenza, preventivamente individuate da ciascuna stazione appaltanteA seguire, viene temporaneamente sospeso il divieto del cosiddetto “Appalto Integrato “ per cui si potrà ricorre, se del caso, all’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione di lavori

Gli affidamenti sotto-soglia per i lavori pubblici

La legge di conversione interviene nuovamente in questo settore come segue:
A) per gli affidamenti di lavori d’ importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro, prevedendo una procedura negoziata senza bando (art. 63 del Codice ) previa consultazione, ove esistenti, di almeno dieci operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici;
B) per affidamenti di lavori di importo pari o superiore a 350.000 euro e inferiore a 1.000.000 di euro, mediante la procedura negoziata senza bando (art. 63 del Codice ) previa consultazione, ove esistenti, di almeno quindici operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici;
C) per affidamenti di lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 di euro e fino alle soglie di cui all’articolo 35, mediante ricorso alla procedura aperta (art. 60 del Codice ), fatto salvo quanto previsto dall’articolo 97, comma 8.

Gli affidamenti sotto-soglia per i lavori, servizi e le forniture

La legge di conversione interviene sull’art. 36 del Codice introducendo modifiche che incidono anche sugli affidamenti di servizi e forniture come segue:
D) Con l’art. 36 comma 1 lett. b) si prevede che “per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro per i lavori, o alle soglie di cui all’articolo 35 per le forniture e i servizi, mediante affidamento diretto previa valutazione di tre preventivi, ove esistenti, per i lavori, e, per i servizi e le forniture, di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti. I lavori possono essere eseguiti anche in amministrazione diretta, fatto salvo l’acquisto e il noleggio di mezzi, per i quali si applica comunque la procedura di cui al periodo precedente. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento contiene l’indicazione anche dei soggetti invitati.”
E) In luogo della procedura negoziata, la norma reca ora il riferimento all’affidamento diretto previa valutazione di preventivi.

Il criterio di aggiudicazione

La legge n. 55/2019 prevede al comma 9-bis dell’art. 36 del Codice, che “ Fatto salvo quanto previsto all’articolo 95, comma 3, le stazioni appaltanti procedono all’aggiudicazione dei contratti di cui al presente articolo sulla base del criterio del minor prezzo ovvero sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa “.

Il subbapalto

Il subappalto è indicato dalle stazioni appaltanti nel bando di gara e non può superare la quota del 40% dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture.
Vengono sospese le norme sull’obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori e sulle relative verifiche svolte in sede di gara sui requisiti di cui all’art. 80 del Codice, con la previsione sulla preclusione al subappalto nei confronti di soggetti che hanno partecipato alla procedura, ritorna la precedente formulazione sul pagamento diretto del subappaltatore.

Il collegio consultivo tecnico

Fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui art. 216 comma 27-octies del Codice, la legge 55/2019 ha reintrodotto il collegio consultivo tecnico, originariamente previsto dall’art. 207 del Codice e poi successivamente abrogato dal decreto correttivo (D.lgs. 56/2017) “ Al fine di prevenire le controversie relative all’esecuzione del contratto le parti possono convenire che prima dell’avvio dell’esecuzione, o comunque non oltre 90 gg. da tale data, sia costituito un collegio consultivo tecnico con funzioni di assistenza per la rapida risoluzione delle controversie di ogni natura suscettibili di insorgere durante l’esecuzione del contratto stesso”.
Il collegio consultivo tecnico è formato da tre membri esperti in relazione alla tipologia dell’opera, scelti dalle parti di comune accordo, l’eventuale accordo delle parti circa la proposta di soluzione della controversia indicata dal collegio non ha natura transattiva, salva diversa volontà delle parti stesse.

Il Segretario Generale Dott. Umberto Imperi

Rinnovo consiglio provinciale

Lo scorso 3 febbraio si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Rieti.
L’affluenza di sindaci e amministratori è stata di circa il 69%. Sono stati eletti i seguenti consiglieri:

Si ricorda che il nuovo Presidente della Provincia, eletto lo scorso 31 ottobre 2018, è il sindaco di Borgorose, Mariano Calisse

Luca Cervelli

Strada di Scandriglia buone notizie

Incontro presso la sede istituzionale della Provincia di Rieti con i colleghi dell amministrazione comunale di Scandriglia e con il Presidente Mariano Calisse per discutere della sistemazione della strada Orvinio Scandriglia oramai disastrata da anni. Un percorso bellissimo all’interno del Parco dei Monti Lucretili ed utile nel collegamento tra i due centri. Nella consapevolezza delle difficoltà economiche degli enti locali confidiamo nell’ operatività della Provincia di Rieti e del suo Presidente. L’intervento è previsto nel piano finanziamenti 2019-2020 della Provincia.

Risultati delle Elezioni Amministrative 2019

In occasione del primo consiglio comunale del primo Giugno 2019, il rieletto (89% dei consensi) sindaco di Orvinio Alfredo Simeoni ha presentato la nuova squadra che amministrerà il comune per i prossimi 5 anni. La giunta sarà composta da Luca Cervelli, con delega ai servizi sociali, ambiente, sport e bilancio, che ricoprirà anche la carica di vice sindaco, e da Maurizio Forte, come assessore esterno, con delega a cultura, turismo e politiche giovanili. Il consigliere Roberta De Sanctis rappresenterà l’ente presso l’Unione dei Comuni dell’Alta Sabina, mentre Giuseppe Marcangeli e Giacomo Attilia presso la Comunità Montana dei Monti Sabini. Fausto Bozza sarà capogruppo di maggioranza; completano il gruppo della maggioranza Anselmo Alessi e Lugi Alessi, quest’ultimo delegato del Sindaco presso l’Unione dei Comuni dell’Alta Sabina. Nel corso della seduta il Sindaco ha ringraziato i consiglieri uscenti (precedente legislatura) Giovanna Sbrocchi, Ernesto Ragazzoni e Sara Bruschi. Per la minoranza sono stati eletti Ludovico Biscossi, Paolo Benedetti e Davide Attilia.

CONFRATERNITA DEL SANTISSIMO SACRAMENTO

OGGI E’ IL TEMPO DI ESSERE COSTRUTTORI DI CASE, RIPARTIRE DAI GIOVANI, IL FUTURO E’ OGGI

Incontriamo Il Priore del Santissimo Sacramento, gli chiediamo quale il bilancio di questo primo anno di lavoro?

“Passato il tempo dei proclami e delle investiture, abbiamo percorso un intero anno confezionando eventi e processioni; oggi è il tempo di essere costruttori di case, oggi è il tempo di piantare semi vigorosi, per non farsi trovare impreparati quando ci sarà la mietitura, citando le sacre scritture.In questo primo periodo di attività, abbiamo potuto riscontrare un importante riavvicinamento della gente alle confraternite con graditi ritorni ed un discreto coinvolgimento giovanile, nel rispetto delle tradizioni e dello storico vissuto. Dai giovani si deve ripartire, si dice sempre sono il futuro, ma il futuro è oggi mentre vi scrivo cari orviniesi, non bisogna perdere tempo e serve tutta la partecipazione possibile: i padri per i figli, i figli per i loro figli”.

Quali i progetti futuri?

“Colgo l’occasione per informarvi che la Confraternita ha in progetto la ristrutturazione dei locali di Via del Castello, per metterli a disposizione della comunità, oltre che al normale uso istituzionale, in questo senso ogni contributo, di qualsiasi tipo, può fare la differenza per permetterci di percorre il giusto cammino e valorizzare la nostra realtà. Sempre in ambito conservativo, la nostra attenzione sarà rivolta alla manutenzione sia ordinaria, sia straordinaria degli astili e degli arredi sacri funzionali alle manifestazioni religiose, tra una candela ed un lampioncino, per ridare luce ai nostri simboli, uno alla volta”.


Come intendete muovervi nel raggiungimento degli obiettivi?

“Vogliamo, infatti, procedere insieme a piccoli passi, senza esagerare, nel rispetto di tutti, promuovendo un percorso dignitoso aperto al supporto cittadino, utile a cementare lo sforzo collettivo già profuso fino ad ora, guardando al presente, alla nostra nuova casa, eredità di un passato che amiamo e vogliamo tramandare”.

Domenico Spagoni
intervista a cura di Luca Cervelli