
La Spice è una miscela di erbe (che non contiene né tabacco né Cannabis) che si può acquistare nel deep web (la rete illegale) o negli smoke shops sotto il nome di “herbal mixture”, “herbal blend” o “profumatori per ambienti non per uso umano”.
In realtà questo prodotto viene fumato oppure meno comunemente ingerito sotto forma di infuso. I nomi delle miscele di erbe sono di fantasia e accattivanti come ad esempio Spice gold, Spice diamond, Yucatan fire, Sence, Chili X, Genie, Algerian blend. Perché la Spice viene consumata e a volte anche preferita alla tradizionale Cannabis? Questo prodotto contiene cannabinoidi sintetici i quali, come suggerisce il nome, sono simili al THC per l’effetto (però con una struttura chimica diversa) e più potenti del derivato della Cannabis. Infatti queste molecole non hanno nulla di naturale, sono totalmente sintetizzate in laboratorio e sono in grado di legarsi agli stessi recettori a cui si lega il fitocannabinoide THC (CB1 e CB2). Dopo la scoperta del THC e del sistema endocannabinoide, la chimica medicinale ha mostrato interesse nella sintesi di molecole che potessero mimare gli effetti del THC private però dell’effetto psicotropo. Parallelamente alla ricerca scientifica ufficiale, laboratori clandestini hanno iniziato a sintetizzare cannabinoidi simili al THC ma più potenti nel dare “sballo”. I cannabinoidi sintetici destinati al mercato illegale sono inseriti in Italia nella Tabella I della legge 309/90 (in materia di sostanze stupefacenti e psicotrope) dal 2010, anno in cui nel nostro Paese venivano segnalati i primi casi di commercializzazione. Vista la rapidità di sintesi di nuove molecole non ancora inserite nella Tabella, tanti cannabinoidi sintetici vengono proibiti e altrettanto numerosi ne vengono prodotti e immessi nel narcotraffico sfuggendo così ai controlli. Inoltre, per la clandestinità della preparazione di questi prodotti, è difficile trovare in letteratura informazioni circa le caratteristiche farmacologiche e tossicologiche, ignorando completamente gli effetti sulla salute. È certo che la farmacocinetica e farmacodinamica sono diverse da quelle del THC e che modelli animali hanno mostrato segni e sintomi come aritmie cardiache improvvise fino all’arresto cardiaco, convulsioni, agitazione psicomotoria (simile a quella data dalla cocaina) ed estrema aggressività. Un cannabinoide parzialmente studiato nei suoi effetti è il jwh-122 che può determinare dolori addominali, nausea e vomito ma anche tachicardia, stato di agitazione, allucinazioni ed ipertensione, mioclonia e psicosi acuta. Questi sintomi, dovuti ad una potente stimolazione dei recettori CB1, non sono osservabili neanche dopo il consumo di dosi elevate di Cannabis. Il jwh-307 invece causa più frequentemente effetti avversi quali tachicardia, sonnolenza, letargia, agitazione, irritabilità, allucinazioni/deliri, nausea, vomito, confusione, ipertensione, dolori al petto, capogiri e vertigini. Inoltre in base ad alcuni dati, si è ipotizzato che i metaboliti di alcuni cannabinoidi sintetici possano avere potenziale cancerogeno. Infine, alcuni studi hanno osservato per alcune di queste molecole sintetiche un potenziale di dipendenza maggiore rispetto alla Cannabis a causa del rapido sviluppo di tolleranza. In conclusione, i cannabinoidi sintetici rappresentano un pericolo per la salute anche per la difficoltà nel conoscerli appieno da un punto di vista farmacologico e tossicologico. La facilità di accesso sul web e negli smoke shop, rappresenta un ulteriore minaccia alla tutela della salute e fa parte di un fenomeno più ampio oggigiorno molto diffuso delle “smart drugs” che colpisce soprattutto gli adolescenti. Spesso tali prodotti sono commercializzati “legalmente” sotto forma di prodotti apparentemente innocui (profumatori per ambienti ad esempio) ma solo per aggirare eventuali controlli. La Tabella I della legge 309/90 viene costantemente aggiornata ogniqualvolta si intercettino prodotti che contengono cannabinoidi sintetici fino a quel momento non identificati. Anche se l’aspetto e gli effetti della Spice possono ricordare la Cannabis, è importante sapere che si tratta in realtà di molecole di sintesi, poco conosciute e imprevedibili negli effetti dalle quali bisogna tutelarsi.
Dott.ssa Roberta Perciballi, Dott. Fabio Attilia
Centro di Riferimento Alcologico Regione Lazio










